Sanremo 2018: Ermal Meta e Fabrizio Moro rischiano la squalifica

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La canzone contro il terrorismo presentata dal duo Ermal Meta e Fabrizio Moro presenterebbe alcune somiglianze un pezzo escluso dal Festival nel 2016

In ogni edizione del Festival di Sanremo è sempre scoppiato un caso musicale. Questa del 2018 non poteva di certo fare eccezione!

Durante il Dopofestival nella sala stampa, tra alcuni giornalisti è iniziata a girare la voce di un presunto plagio. Si tratterebbe di Non mi avete fatto niente, il brano presentato dal duo Ermal Meta e Fabrizio Moro, con il quale si stanno conquistando un posto tra i favoriti di quest’edizione. La canzone suonerebbe molto simile a un’altra intitolata Silenzio, presentata ed esclusa alle selezioni di Sanremo Giovani nel 2016 da Ambra Calvani e Gabriele De Pascali.

Il pezzo caricato il 29 ottobre 2015 sul sito della Rai, intanto, è magicamente sparito.

Il ritornello

Ad aver destato sospetti è il ritornello, uguale in entrambi i pezzi: «Non mi avete tolto niente, non avete avuto niente, questa è la mia vita che va avanti oltre tutto e oltre la gente. Non mi avete fatto niente…».

C’è una spiegazione logica: l’autore, Andrea Febo,  è lo stesso che oggi ha co-firmato il pezzo del duo incriminato.

Il regolamento

Il regolamento del Festival della canzone italiana afferma che ogni brano per essere ammesso e partecipare alla competizione deve essere necessariamente nuovo, inedito:

«La canzone che, nell’insieme della sua composizione o nella sola parte musicale o nel solo testo letterario (fatte salve per quest’ultimo eventuali iniziative editoriali debitamente autorizzate), non sia già stata pubblicata e/o fruita, anche se a scopo gratuito, da un pubblico presente o lontano, o eseguita o interpretata dal vivo alla presenza di pubblico presente o lontano».

Se ci si limitasse a questo estratto, per Meta e Moro si parlerebbe di eliminazione. C’è però un ma, un cavillo che darebbe facoltà d’appello. Si potrebbero infatti utilizzare estratti di canzoni già esistenti solo se questi però non superino 1/3 di quella nuova e se, non abbiano già generato introiti:

«l’insieme o la parte musicale o il testo letterario della canzone abbia generato introiti derivanti da eventuale sfruttamento, diffusione e distribuzione totale o parziale di natura commerciale, riscontrabili e verificabili presso gli enti preposti alla riscossione di diritti d’autore e/o editoriali, fatti salvi eventuali introiti derivanti dalla mera stampa per finalità interne al di fuori di ogni fattispecie di distribuzione; abbia già avuto un impiego totale o parziale in una qualsiasi attività o iniziativa, direttamente o indirettamente, commerciale».

In breve: se Silenzio ha generato introiti, per Fabrizio Moro e Ermal Meta potrebbe interrompersi qui l’avventura all’Ariston. Per il momento il duo non può rilasciare interviste. C’è da dire a loro discolpa che entrambi non hanno mai negato che la canzone comprendesse strofe già esistenti.