Il business “senza cuore” di Chiara Ferragni

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Chiara Ferragni non è solo una fashion blogger da 30 milioni di euro: ora è anche direttrice e Ceo della sua azienda, a discapito dell'ex fidanzato

30 milioni di euro di fatturato solo nel 2016 per Chiara Ferragni che, a parere di molti, si limita a farsi fotografare con borsette firmate e abiti da mutuo – in giro per il mondo – al braccio del fidanzato rapper Fedez (da cui aspetta un figlio!). Niente di più sbagliato e approssimativo. Persino quegli impomatati della Harvard Business School se ne sono accorti – invitandola per ben due volte in cattedra – ma da noi permangono gli italioti pronti a screditare il successo Made in Italy di questa trentenne cremonese. Se in America è un’imprenditrice degna di una case history all’interno degli atenei più prestigiosi, da noi è una Barbie senza arte né parte. Forbes l’ha indicata all’interno delle sue annuali classifiche come la fashion influencer più potente al mondo. Da un semplice blog, ha creato un impero. Bisogna darne atto obiettivamente, senza scadere nel vizietto del “io no, lei sì”.

Goodbye Ricky!

Chiara Ferragni e The Blonde Salad – gestito dal team Tbs Crew – sono una vera e propria azienda che macina followers e guadagni, oggi però con una novità in più: Chiara da ottobre è anche la presidente e amministratrice delegata della sua Tbs Crew, a discapito dell’ex-fidanzato Riccardo Pozzoli che è stato silurato (dopo tutto il suo buon lavoro) sia dalla vetta manageriale sia forse – si suppone – dalla carica di socio.

Nuovo amore-regime imprenditoriale? A quanto si dice, non ci sarebbero complicazioni affettive alla base della decisione ma mai dire mai. Forse è la stessa cosa che avrà pensato Pozzoli, ricevendo la notizia, poco tempo dopo dall’annuncio dell’imminente matrimonio con la nuova fidanzata e modella francese Gabrielle Caunesil.

Il perché

Dilemmi e supposizioni amorose a parte, la spiegazione è molto razionale: «Perché quella gestione fin qui è stata un po’, come dire: familiare. È anche normale, avevo poco più di vent’anni quando ho cominciato con il blog e 26 quando, con la nascita di Instagram nel 2013, è arrivata la svolta. Di colpo, The Blonde Salad è diventato un fenomeno da un milione di follower nel mondo» – «Questo non è più un gioco. E io sono cresciuta. Mi sono resa conto che in Tbs c’erano aree che non rendevano, flussi di lavoro da organizzare meglio, consulenze superflue e costi ingiustificati da tagliare. Mi è venuta la voglia di mettere le mani “dentro” l’azienda per rifocalizzarne il business» ha dichiarato la Ferragni in un’intervista per Corriere.it.

Good Luck Chiara!