Addio Fabrizio Frizzi, il conduttore gentiluomo

fabrizio frizzi

Ci ha lasciato Fabrizio Frizzi. Era tornato recentemente in tv dopo la malattia che lo aveva costretto a ritirarsi improvvisamente dalla televisione

Sempre educato, mai eccessivo. Un uomo di cuore, umano, gentile, dolce. Un vero gentiluomo, un signore insomma. Così è come ricordano, con affetto e positività, amici e colleghi il conduttore Fabrizio Frizzi. Ma non sono gli unici: a soffrire sono anche i milioni di persone che per 40 anni hanno lasciato entrare nelle loro case il suo volto amichevole e familiare. «Il mio fratellone» lo definisce Carlo Conti, un fratello per gli italiani.

«Sono della scuola che se entri in casa d’altri lo devi fare in punta di piedi» diceva e così aveva fatto, conducendo svariati tipi di trasmissioni televisive dagli anni 80. Nato il 5 febbraio del 1958, aveva da poco compiuto i 60 anni ed era tornato recentemente in tv dopo la malattia che lo aveva costretto a ritirarsi improvvisamente.

La carriera

L’esordio è avvenuto nel 1980 con Il barattoloTandem e Pane e marmellata. Da lì, sono seguiti i sabato sera con Scommettiamo che e Europa Europa. Poi i preserali come Luna parkI soliti ignoti e L’eredità. Sono suoi i programmi storici che noi tutti conosciamo, come la maratona benefica Telethon, le 15 edizioni di Miss Italia, la partita del Cuore. Aveva recitato e cantato in Tale e quale show e Ballando con le Stelle per poi doppiare l’amatissimo personaggio di Toy Story, Woody.

Nel 2015 era stato nominato commendatore dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma se l’era tenuto per sé: «Sono una persona schiva e non sento il bisogno di dare visibilità a queste cose. Fuori dal protocollo istituzionale Napolitano è sempre stato cordiale e affettuoso, ma sia chiaro, proprio non mi aspettavo d’essere nominato commendatore».

La famiglia

Dopo un lungo matrimonio – durato dal 1992 al 2002 – con Rita dalla Chiesa, nel 2014 si è sposato con Carlotta Mantovan dalla quale ha avuto la figlia Stella, diventata la priorità del conduttore dopo la malattia.

Una volta guarito, avrebbe raccontato tutto, diventando così testimone della ricerca. Nel frattempo, aveva donato il midollo osseo a una bimba compatibile, salvandola:

«Ricordo di essere uscito dall’ospedale e di aver subito condotto la Partita del cuore di quell’anno. Sei anni dopo, la più bella sorpresa della mia vita. Ero ancora al timone della Partita del cuore, stava finendo la diretta e già scorrevano i titoli di coda, quando una ragazzina mi corse incontro per abbracciarmi. Capii subito che si trattava di Valeria, la bimba alla quale avevo donato il midollo e che era venuta a salutarmi dicendomi di essere la mia sorellina» raccontava.