How to… Sopravvivere al Blue Monday!

BLUE MONDAY

Ci siamo: è arrivato il giorno più triste e malinconico di tutto il 2018. Ecco come sopravvivere al temibilissimo e odiatissimo Blue Monday

Ogni anno è la stessa storia, per forza di cose. Ogni terzo lunedì di gennaio arriva il temuto e tristissimo Blue Monday: il giorno più triste di tutto l’anno, di tutto il 2018. Oggi è tutto consentito, compresi lacrimuccia e fazzolettino a portata di mano. Nel mentre, vediamo di affrontare la giornata nel modo migliore.

Cos’è il Blue Monday

Spieghiamo subito per quale ragione, proprio il terzo lunedì di questo mese è il più triste dell’anno. Alla base ci sono motivazioni psicologiche e temporali. Secondo Cliff Arnall – psicologo dell’Università di Cardiff – ci si sentirebbe tristi per: il meteo, i soldi spesi per i regali di Natale e… Per la spinosa lista dei buoni propositi, immancabilmente stilata e quasi mai rispettata. Di scientifico si è capito che non c’è nulla. Il blue monday è più una sorta di ricorrenza-bufala.

Come sopravvivere

Partiamo con il ricordare a tutti voi che tristezza e malinconia possono rivelarsi utili, spesso e volentieri. Ovvio, non nell’immediato ma nel futuro prossimo. È tutto un gioco di pazienza e pensieri positivi. La tristezza ci può far star meglio e per questo va vissuta e non evitata. Come? Scopriamolo insieme!

Rende empatici e “maturi”: sperimentare la tristezza sulla propria pelle ci permette di essere in grado di riconoscere la sofferenza nel prossimo e di aiutarlo e consolarlo. Essere empatici nei suoi confronti, per appunto. La tristezza o i momenti di sconforto, una volta passati, ci rendono più forti e ci forniscono nuovi strumenti per affrontare con più maturità la vita.

Rende grintosi e felici: dal basso verso l’alto. La sofferenza è la spinta che, una volta tramutatisi in rabbia, ci fa risalire e tirare fuori la grinta oltre che il meglio di noi stessi. Ma non solo. Chi soffre e accetta anche queste emozioni negativi è più in grado di gustarsi la felicità, al contrario di una persona che finge di essere felice.

Rende creativi e introversi: idee, nuovi progetti, racconti… Come per i grandi autori, la sofferenza è il motore che accende la creatività e la voglia di scoprirsi a fondo e sfogare – in hobby, passioni etc. – il nostro stato d’animo.

Rende consapevoli: consapevoli non solo dei successi ma anche degli errori, in modo da non replicarli sia in campo fisico che sentimentale. I momenti difficili ci permettono inoltre di riorganizzare in maniera migliore la nostra intera esistenza.

Rende sociali e socievoli: confidarsi con qualcuno  spesso va a cementare i legami affettivi o ne crea di nuovi. Allo stesso tempo, funge come una sorta di vaccino per il prossimo round VS depressione e tristezza.