Barbara d’Urso 1, Michele Carfora 0: no all’assegno di divorzio

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Fai Ciao ciao all'assegno di divorzio, caro Michele, perché puoi scordartelo! Barbara d'Urso non dovrà versare neanche una lira all'ex marito

Barbara d’Urso può stare tranquilla e godersi il suo post-festa di compleanno dei 60 anni. Questo numero deve averle portato fortuna o, forse, è semplicemente merito della legge che sembra aver fatto il suo: il Tribunale di Roma ha stabilito che la d’Urso non dovrà pagare né mantenere l’ex marito Michele Carfora.

Fai Ciao ciao all’assegno di divorzio, caro Michele, perché puoi scordartelo! Con la sentenza, pubblicata il 2 maggio 2017, la Corte d’Appello di Roma e il Presidente Germana Corsetti, cancellano l’obbligo della conduttrice di Canale 5.

Barbara d’Urso e Michele Carfora

Dopo appena tre anni di matrimonio Barbarella e Michele Carfora si erano separati consensualmente nel 2006 ma, appena subito dopo il divorzio, il marito aveva architettato un modo per spillare soldi alla Zia della televisione.

Barbara armata di avvocato – Valeria De Vellis, Studio Legale Carnelutti –  era corsa a difendersi per evitarsi questa sola. Ecco che, secondo la Corte, deve essere “definitivamente esonerata” dall’obbligo di versare l’assegno divorzile all’ex marito, perché Michele Carfora, formando una nuova famiglia dalla quale è anche nata una figlia “ha determinato il venire meno dell’obbligo di solidarietà post-coniugale”.

Carfora era stato sincero – non negando in giudizio la convivenza – dichiarando però che la stessa era durata dal 2009 al 2016 e interrottasi, non aveva più rilevanza. Tuttavia non è servito: la Corte d’Appello di Roma ha fatto valere il principio espresso dalla Cassazione in alcune recenti sentenze, per cui la formazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia di fatto,“rescindendo ogni connessione con il tenore e il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale” determina la perdita definitiva dell’assegno di divorzio a prescindere dal nuovo nucleo familiare.

In breve: entrambi essendo personaggi dello spettacolo sono dotati di reddito e quindi possono mantenersi da sé.

Decade così il tentativo di denuncia penale da parte dell’uomo per il mancato pagamento di un assegno che, è risultato, non essere da versare.